Le foto!

Passi pure che insieme al benvenuto in ufficio, lingyun mi dice anche: questa è la tua carta igienica se devi andare al bagno;

Passi pure che i cinesi si addormentano a lezione - in fin dei conti succede pure in italia e belgio;

Passi pure che per entrare in stazione mi controllano il biglietto nominativo del treno + il passaporto all'entrata; al check in; e sul treno (e una volta avevo un biglietto sbagliato, ma non si sono straniti troppo)

Passi pure che lingyun mi dice vado a riposarmi un poco, e poi dopo cena ritorna a lavorare fino alle 22, mentre io dormo le mie piacevoli 10-12 ore a notte;

ma dei guantoni legati e incastrati nella motocicletta, ne vogliamo parlare? temperatura massima prevista stamane, -2, con cielo pulito e un vento che pare viene diretto dalla mongolia..

Wednesday, December 5, 2012 @ 02:32 am
swse

Piccolo (e online) diario dei giorni in cina

Parto il venerdí pomeriggio, dopo un pranzo al thailandese, e esser riuscito a imbarcarmi sul treno prima - con il risultato di 4 ore da spendere a amsterdam. Abbastanza facile, tra scoprire come funzionano i nuovi abbonamenti di olanda, e la biblioteca da viaggio a schiphol..

Imbarco e volo senza note di sorta; cibo onesto, sonno tanto, il che vuol dire che dopo aver visto l'era glaciale sottotitolato in cinese, una bella dormita e mi sono ritrovato direttamente sopra la mongolia..

Arrivo in Cina nel pomeriggio, e Lingyun che viene a prendermi in aeroporto mi dice come i giorni precedenti sono stati freddi e puliti, mentre c'era effettivamente nebbia; però più tardi si dirada e riesco persino a veder una stella (o un pianeta). 1 ora e mezza di traffico quasi - sarà lo shopping natalizio? Un tè e poi a cena, con la famosa anatra alla pechinese, insieme a yunbao, la moglie di lingyun che sta finendo il dottorato e non ha ancora trovato grandi prospettive di lavoro.

Nonostante andare a letto prestino, la sveglia arriva cmq inaspettata.. per prendere il treno alle 10.00 alla stazione sud, mi tocca svegliarmi alle 7! ricordarmi che la colazione cinese non funziona come quella italiana (gli involtini di riso vanno bene; frittatine, pane che sa di cipolla, dolce anche anche; ma zampe di gallina e latte di soia bollente, magari no)
Alla stazione prendiamo il treno alta velocità per tianjin (天津), la porta del cielo.. Quaranta minuti di viaggio per 150 km, fiancheggiando autostrade a tratti riempite da camioni lunghissimi, a tratti vuote, e le campagne sbiancate dal gelo e dalla nebbia dove ogni tanto si vedeva una città nuova in speculazione e costruzione.
A Tianjin iniziamo con la via caratteristica, una replica degli antichi hutong dove vendevano cose turistiche a prezzi casuali - quanto varrà un quadro di seta? 700 RMB come dice lui, o un decimo di quello, come dicono i cinesi dalla mia parte? Nessuno lo saprà mai. Dopo passeggiata alla ricerca di un ristorante e di qualche attrazione turistica - non è che ce ne fossero poi tante - andiamo al ristorante a mangiar pesce e granchi (tianjin sta sul mare in fin dei conti), verso la ruota panoramica, che per fare le cose fatte bene la hanno sospesa in mezzo al fiume. Ingo ci avverte che stare a 100 metri d'altezza per mezz'ora, con 0 gradi, non deve essere così piacevole, quindi cerchiamo altre manierre di riempire le due ore che mancano al viaggio di ritorno.

Cos'è la felicità? star rinchiusi in una stanza a cantare canzoni cinesi? Che senso ha andar in un altro posto se poi tanto per divertirmi mi basta una poltrona un microfono e una tv?

Di ritorno alla capitale, (per prendere il treno, tre controlli di sicurezza, per una quarantina di addetti - dsarà un modo per tenere occupate le persone?) viaggio in metro fino al campus ( da ricordare un aragazzo che dormiva appeso al palo della metropolitana, e infatti cadeva ogni fermata), shopping alimentare al supermercato - frutta biscotti e bibte per la colazione, una cena "sichuan style" (fin qua è arrivato quell'obbrobrio di canzone) dove abbondavano le spezie - zenzero, ma anche puri e semplici peperoncini piccantissimi, una camminata fino a casa in mezzo alla nebbia, e a nanna!

Oggi, lezione nel pomeriggio e preparazione nella mattina; e domani lo stesso, ma in ordine inverso.

Monday, December 3, 2012 @ 03:58 am
swse

我去中国!
e spero di riposarmi, almeno un po'...

Thursday, November 29, 2012 @ 18:10 pm
swse

3000 metri di nuoto! un traguardo che qualche settimana fa sembrava assolutamente irrealizzabile (tipo il bagno a Knokke), soprattutto pensando al trasloco, alle dimissioni, alla visita in China, alle lezioni,al progetto che sto scrivendo, ai vari lavori che non finiscono mai, alle tesi,...

Quindiormai è ufficiale , io e Stefano siamo nell'olimpo dei supereroi! speriamo che basta, per salvare il mondo...

Friday, November 23, 2012 @ 17:45 pm
swse

Un piccolo resoconto delle elezioni di domenica 14 che mi hanno visto ahimé da protagonista - aiutante. A parte l'alzataccia (alle 6) e l'obbligo di essere scrutatore-assistente per una giornata, dietro compenso ridicolo e due panini, tutto sembrava andare per il meglio. Alle 8, ora di inizio votazioni, i 5 computer progettati apposta erano funzionanti e aspettavano il loro destino. Dopo qualche minuto si scopre che le macchine si bloccano facilmente, in pratica (e giustamente) ogni situazione sbagliata fa bloccare la macchina e il presidente del seggio deve intervenire con la sua smart card per sbloccarlo. Poi però iniziano problemi di carta: ogni computer deve stampare uno scontrino con un QR-code che rappresenta la votazione vera e propria; la carta si inceppa, o non finisce, va cambiata, etc. Morale della favola: le persone in fila (anche loro obbligate a votare) arrivano fuori dal palazzo, per un ora e mezza di attesa; pian piano le code diminuiscono, un computer è perso definitivamente, gli altri ogni tanto vanno, ogni tanto no..
Il tecnico arriva finalmente e riesce a cambiare il computer rotto; ma quello nuovo si rompe di nuovo dopo una decina di minuti chissà perchè. E ogni blocco/rotura/problema carta si traduci in beep, che in pratica riempivano completamente il locale in preda agli sbraiti delle persone in attesa. Arrivano finalmente le tre di pomeriggio e solo allora riusciamo a sbarazzarci degli arretrati, anche perchè le votazioni erano concluse. 600 votanti, 7 ore ininterrotte di controllare numeri, fogli, identità; un disastro insomma.
Si poteva fare meglio? sinceramente non lo so; le macchine i problemi tecnici non dovevano averli; le macchinie di prova avevano sempre funzionato bene; le faccende erano estremamente complicate per ragioni di sicurezza: servivano due chiavi fisiche per iniziare la procedura, più due chiavi usb speciali per salvare i dati in modo sicuro, più una separazione fisica tra meccanismo contatore (uno scanner ottico) e meccanismo decisore ( i computer che erano sempre rotti), e entrambi indipendenti dal meccanismo di autorizzazione al voto (per garantire la segretezza del voto). E problemi pratici: che succede se va via la corrente? o se uno sbaglia a mettere la card di autorizzazione? o se la smart card di sblocco del presidente non funziona, come probabilmente era il nostro caso? e la cosa interessante è che con il voto digitale si dovrebbero risparmiare soldi! Bè, allora non vorrei sapere quanto costavano, le elezioni vecchio metodo....

Monday, October 15, 2012 @ 22:50 pm
swse

È autunno un po dappertutto, in Italia, in Belgio, fuori dalla finestra ogni mattina che ci si deve alzare.. Qualche foto delle impressioni avute sotto al Terminillo, in Sabina, per i boschi che iniziano a diventar rossi, i campi di mais, paesi dai nomi epici (Mille!), i funghi che colonizzano il sottobosco! e che poi vanno a finire in padella...
Aggiungo anche una foto dei funghi!

Tuesday, October 9, 2012 @ 10:23 am
swse

Ho (finalmente) un sito personale di ricerca, che dovrebbe rimaere stabili nelle varie peregrinazioni accamediche in giro per l'europa! si può raggiungere all'indirizzo francescocorman.eu

Monday, September 10, 2012 @ 11:30 am
swse


Piccolo diario della avventura in sudamerica tra luglio e agosto.
C'è un timelapse qui; Inizia con la nebbia lungo la valle encantada; poi gli osservatori più attenti noteranno come l'arcobaleno si posta seguendo il sole, nelle immagini prese a iguazu; e finisce con i tramonti a san pedro de atacama.


20/21 luglio: si parte! dopo 30 minuti di treno fino a bruxelles + 2h di treno fino a parigi + 2 ore di aereo fino a madrid + 12 ore di aereo fino a buenos aires + 3 ore di aereo fino a mendoza + una quantità interminabile di tempo in mezzo a aspettare, arrivo a mendoza!
Li riesco a ritrovare David, Andrea e Lina, fare due passi verso in parco e vedere un mercatino di cose più o meno tipiche, tra cui il legno verde di palosanto, i gioelli, il mate..
Primo impatto: l'argentina non ha soldi; chiedere di cambiare una banconota da 5 pesos in 5 monete da un pesos è fatica sprecata. Il resto il più delle volte te lo daranno in caramelle. Sempre che i negozi sono aperti; ne ho visti di negozi aperti dalle 11 alle 12; e dalle 18 alle 20 ogni giorno. Ah, e di autobus ce ne sono migliaia, belli e vecchiotti, ma che non si sa né quando passano, né dove!



22 luglio: prendiamo una macchina in 4 (david andrea lina e io) e ce ne andiamo in mezzo al deserto che circonda mendoza verso un'area di dune sabbiose, a una cinquantina di km di distanza. Nel bel mezzo del deserto, c'è una ferrovia che univa buenos aires a mendoza nei tempi passati, cespugli e sassi, qualche cappelletta piena di rosso per gauchito gil che non ci abbandonerà mai, e ogni tanto un monticello di bottiglie di plastica che rappresenta la devozione a un altro santo profano, tale difunta correa. E poi in mezzo ai vigneti, rifocillati dalle inesauribili empanadas, verso tupungato e il manzano historico, un monumento nazionale in mezzo alle montagne pre-andine dove uno dei liberatori dell'argentina si era accampato, un 200 anni fa. E colori bellissimi al tramonto dietro le ande, lungo i 200 km verso casa, in un autostrada in mezzo al deserto. La cosa interessante è che se l'autostrada ha coda, non è così difficile uscire dall'autostrada, superare la coda in mezzo a sassi e sabbia e rientrare in autostrada più avanti...


23 luglio: in viaggio verso il chile, lungo una valle lunghissima che sale pian piano dai 700 metri di mendoza fino ai 3000 del passo libertadores, che sta proprio sotto ai quasi 7000 m del monte aconcagua. E lungo la strada, centinaia di camion che aspettavano i controlli alla frontiera - ma l'autobus sembrava non curarsene e superarli tutti, incurante di tunnel o neve. In cima, un paio d'ore a aspettare i controlli, tra la neve e il sole . Il versante cileno invence perde un migliaio di metri praticamente instantaneamente con una serie di tornanti quantomeno sfiancante. E poi una lunga cavalcata fino a santiago, in mezzo a una valle piena di smog. Cena con i colleghi e si esce alla piojera, un posto "tipico per turisti" dove la specialità è un gelato affogato al vino. D'ora in avanti saremo sempre insieme, io Daniel (ungherese, rosso di capelli) e Pavle (serbo).


24 luglio: gita con la conferenza alle vinerie della valle central e valparaiso. Delle vinerie, la cosa che avrò difficoltà a dimenticare è il loro impegno per avere vini organici, biologici e biodinamici, evitando concimi chimici, usando letame, tagliando l'erba con la luna giusta, raccogliendo a mano e per evitare contaminazioni con tannini o altre sostanze artificiali ... conservando l'uva in un enorme uovo di cemento. Certo, come ho fatto a non pensarci prima? Dopo pranzo arriviamo a valparaiso dove a parte il panorama sull'oceano e sul porto le cose più interessanti sono i murales fatti sulle lamiere delle città, e la casa di neruda che guarda l'infinito..


25/26: conferenza, impatto con il traffico di santiago - pensavo che la metro dove tutti stavano letteralmente come sardine, aspettando per il loro posto libero, fosse tanto, ma il traffico di superficie riesce a essere anche peggio.



27 luglio: un giretto per vedere la città di santiago, con le due montagnette che ha nel territorio urbano, il mercato locale di artigiani (..dove posso trovare il lapislazuli? nel quartiere di san pablo, ma fattici scortare dai carabinieri, che è pieno di peruviani..) la sera, si parte con destinazione san pedro de atacama! come dice carlos, portatevi una penna e una pistola, così potete ridisegnarvi la forma del sedere, dopo 25 ore in autobus e 1200 km di strada...


28 luglio: il viaggio verso il nord lungo la carretera 5 panamericana segue l'oceano, punta dentro nel nulla del deserto, raggiunge la città di antofagasta e finalmente si dirige verso l'interno! ogni tanto c'è qualche città mineraria, i camioni caterpillar quelli giganteschi, treni che portano acido solforico per le miniere di rame, e tanto tanto niente! arriviamo a san pedro de atacama, in fin dei conti un paesello in un oasi che ora è un parco per turisti, solo dopo il tramonto.



29 luglio: esplorando san pedro (spda) in bici, verso una valle, la quebrada del diablo. Esplorando una fortificazione preincaica, la pucara de quitor. Dove in realtà l'inca è arrivato, ha conquistato e nemmeno 50 anni dopo sono arrivati gli spagnoli che andavano verso il chile. Il giro in bici poi si snoda lungo il rio san pedro che è decisamente troppo attivo per essere attraversato in bici; cosìcchè la prima volta evitiamo il guado, la seconda guadiamo a piedi, la terza a salti e la quarta ci siamo stufati e abbiamo preso un altra strada. Che saliva in mezzo al deserto salato verso un tunnel in mezzo alle montagne. Senza dimenticare il sapore di sale (cloruro di sodio, potassio, arsenico, borace, litio...) sulla bocca a ogni folata di vento e la desolazione del panorama, affascinante! Più tardi arriviamo fino alla valle della muerte, quasi in una tempesta di sabbia. E il tramonto sul vulcano licancabur che domina il salar de atacama.. quasi 6000 metri e un profilo praticamente inconfondibile.


30 luglio: sveglia alle 4 per fare 100 km di strada bianca nel deserto (della serie: la strada è brutta, il pulmino prende e abbandona la strada per andare in mezzo ai cespugli che il fondo è migliore; rientra in strada qualche km più tardi) e arrivare all'altopiano del tatio, con geisers, fumarole, sorgenti calde. Che stando a 4200 metri, sono calde al massimo 85 gradi, la temperatura di ebollizione. Abbastanza però per formare gigantesche nubi di condensa, quando fuori fa 15 gradi sottozero, all'alba. Man mano che la giornata si calda, le nubi si fanno meno appariscenti -ma comunque impressionanti. E non dimenticando i macchinari abbandonati dall'enel per sfruttare i geiser senza successo, la piscina termale di acqua calda dove farsi il bagno, le vicuñas che se ne andavano in giro per le montagne. Poi si passa a vedere un po' di cactus (cardones) in una valle dietro san pedro, e pomeriggio di relax e shopping! Vedere il tramonto rosa dal colle fuori città non ha prezzo.


31 luglio: mattinata shopping e attività libere, come vedere il museo che raccoglie i cimeli della civiltà contadina, scoprire che ne è stato del compagni di stanza canadese che aveva racimolato legna per andare a campeggiare nel deserto un paio di notti, scoprire che la maggior parte dei turisti sono francesi olandesi o britannici. Nel pomeriggio si torna alla valle della muerte con david che ci intrattiene con le cose fantasmagoriche che ha fatto nei quindici giorni della sua settimana in olanda, più la valle della luna, dove il sale da cucina trasuda dalle rocce, e il tramonto sull'ultimo picco della dorsale, guardando tutta la piana del salar illuminata dal sole. E poi dalla luna, che con tempismo eccezionale sorge proprio quando tornavamo via. A questo punto la croce del sud era ancora un miraggio! nessuno era riuscito a convincermi di averla trovata. Ultima serata a san pedro, nel locale con meno turisti.



1 agosto: altra traversata delle ande, stavolta verso salta. Oltre a penna e pistola, anche un po di medicine arebbero servite! ma tutto inizia all'ufficio della dogana di san pedro, dove una ruspa ci distrugge la strada sotto gli occhi, mentre aspettavamo per le formalità di emigrazione. Sarà quello che la presidenta Cristina voleva dire con chiudere le frontiere? Qualche ora di autobus dopo, all'ingresso in Argentina, un'illuminante rivelazione dell'autista del bus: "devo dichiarare la frutta fresca che ho sul bus, di cui è proibito l'ingresso in argentina? bè se la lasci nel bus, non te la sequestrano..". Nel frattempo l'altitudine di 4500 metri e tocca mi ricorda che sono ancora umano, e passo le seguenti 3 ore a litigare con i fantasmi del mal di quota. Che passa quando riscendiamo a quote più normali, lungo il cammino degli inca fino a salta.


2 agosto: giro per salta, tra vecchie fiat 128, il museo dell'alta montagna con tre mummie di bambini sepolti vivi in cima a un vulcano a 6500 metri di quota, un immancabile gelato, la scalata al cerro san bernardo, una milanesa (o fettina panata) grande com un foglio A3, alcuni cani con la maglia di lana (perchè? per proteggerli dal freddo. E gli altri?)



3 agosto: tren a las nubes. 16 ore di treno per andare in mezzo alla montagna, fino a un viadotto molto scenico e ritorno, lungo la ferrovia che univa salta all'oceano pacifico; che oggi rimane come servizio turistico attraverso paesaggi da favola, altopiani sterminati, valli polverose. Con noi tre ci sono anche gli altri olandesi Evelien e Paul, insieme decidiamo di prendere macchina insieme per il finesettimana alle porte.


4 agosto: da salta a payogasta: inziamo (tutti e 5) un giro in macchina fino a lunedi che ci porterà negli angoli più remoti dell'argentina profonda. E anche i più belli, visti senza il filtro di un giro organizzato, ma solo di una mappa che non eravamo in grado a leggere, a giudicare dal fatto che pensavo di essere arrivato in una valle encantada e era si suggestiva, ma la vera valle encantada l'abbiamo vista 4 ore dopo....
Molto molto suggestivo. Dalle profondità di una valle dove pioveva (pioveva! davvero! a pensare al deserto di due giorni prima era una cosa ben strana) pian piano salendo per tornanti fino a sboccare in un immenso altopiano attraverso cui passava la via dell'inca (un rettilineo a perdita d'occhio chiamato recta del tintin). La strada poi scendeva tra cactus e vicuñas fino alla valle dove troviamo cachi e payogasta, e dove passa la ruta nacional 40 che collega la terra del fuoco con la bolivia, lungo 5400 km di strada, per lo più bianca.
Cachi è un posto davvero rilassato e incantevole; l'agriturismo dove dormivamo a payogasta, ospitale - soprattutto la vasca idromassaggio e la colazione con tutte le marmellate più strane, e un mate per digerirla. La strada 40, avventurosa - guadi, cactus e mezzi di locomozione di ogni era.


5 agosto - da payogasta a cafayate, lungo una valle dapprima larga, poi passando per paeselli dispersi nel nulla, strade in condizioni disastrose (andare a 30 km/h era già difficile), dove l'unica cosa su cui contare erano le empanadas che ci rinfrancavano oltre a smisurati panini con milanesas (fettine panate), bolliti di lama , quinoa, o verdure locali. Arrivare a cafayate presuppone un 150 km di strada bianca e arrivare alla fine prima di notte risulta essere quasi impossibile. Però i canyon alla luce del tramonto valevano davvero la pena.... A cafayate riusciamo a trovare due ottimi posti dove passare la serata in compagni di un buon vino, buona musica, e conoscendoci meglio! E anche a trovare la croce del sud.



6 agosto da cafayate a salta: a cafayate andiamo a visitare una delle cantine per cui la zona è famosa, con degustazione e relax nel giardino della tenuta. Un pò come sentirsi a casa, insomma. Poi, verso sud, fino a quilmes dove c'è una città sacra pre-incaica a aspettarci. Per strada, paeselli senza fretta, con la gente che aspetta sonnacchiosa al baretto di veder il maiale pascolare per i giardini pubblici lungo via 25 de mayo, 9 de julio, san martin, general guemes (che credo stanno in qualunque città argentina). I quilmes ci vengono introdotti da una energica guida locale che da loro discendeva, e ci spiega come conoscevano l'astronomia via riflessioni su specchi d'acqua, allevavano lama e alpaca, avevano una società iper-comunista, erano integrati nell'universo inca, e riuscirono a diferndersi per 300 anni in città come quella che stavamo vedendo sotto al sole.
Di ritorno, la valle di calchaquies ci propone panorami mozzafiato con canyon colorati, spaccature nella roccia ( l'anfiteatro non poteva avere nome migliore; non dubito che fosse un luogo sacro per le popolazioni preincaiche), rocce su cui arrampicarsi (anche evelien, che altrimenti camminava con le stampelle) e una corsa dannata per riportare la macchina a salta prima delle 9, evitando di finire in burroni o fiumiciattoli, e evitando il buio e il traffico della città. Ce l'abbiamo fatta, ma per qualche minuto..


7 agosto ultimi momenti a salta, dove si festeggiava san gaetano (come a poggio mirteto) e il dia del nino e quindi i bimbi se ne andavano allegri per la città vestiti da scolaretti. Un ultimo pranzo al mercado con una humita (mais e verdure stufate, cotte nelle foglie di mais), un po di shopping e poi bus verso iguazu. Ma che bus! un salone viaggiante, noi stavamo in prima fila, posti superiori, poltrone più comode di quelle di casa, cibo servito che pareva una tavola calda.


8 agosto abbandoniamo definitivamente il deserto per la vita lussureggiante nella regione di misiones. E con quel nome, andiamo a vedere una missione gesuita del diciassettesimo secolo, san ignacio minì. (che vorrà dire minì? piccolo. ma in guaranì. vabbè). Ora distrutta, ma sede di un esperimento sociale di sinergia tra occidentali e popoli indigeni che non ha eguali. In serata, con un bus straziante che si fermava ogni cento metri ( si, per 400 km) per raccogliere passeggeri, arriviamo a iguazu.


9 agosto visitiamo le cataratas de iguazu dal lato argentino. Impressionanti. Acqua e potenza che ti fanno sentire insignificante. O tutt'uno con la terra. Davvero un regno del fragore e dell'umidità. E di uccelli, farfalle e coatis. Sera al mercatino brasiliano a litigare con i fernet senza coca cola, i whiskies e olive e il bife de chorizo..


10 agosto cambiamo solo nome ma non posto, per andare a iguaçu, cioè alle cataratte dal lato brasiliano. Più una vista d'insieme, un palcoscenico di qualche chilometro. Primo impatto con una churrasqueria, regno della carne arrosta a volontà, la vita alla paraguaiana (un caos più totale, dove la gente voleva vendermi alternativamente calzini, magliette, penne usb oppure gomme da macchina in qualunque valuta della zona), la mastodontica diga di itaipu che manda avanti mezzo brasile. E non dimenticando Pavle che per problemi diplomatici non poteva venire; un cd di ottima polka paraguaiana l'aspetta all'ostello.
In serata rivediamo evelien e paul che poi se ne andranno verso il brasile.


11 agosto di buon mattino, volo a buenos aires dove fa tempo brutto, piove e temporali. E come se non bastasse, c'è anche sciopero della metro. Però la città è bella, con le sue strade a 25 corsie, le scritte contro gli inglesi, sterminate librerie, pasticcerie che sembravano casa. Ce ne andiamo un poco a zonzo verso la area nuova di puerto madero, cena e poi a palermo cercando di capire lo spirito della città.


12 agosto c'è mercato a san telmo e di cose buffe ne vediamo fin troppe. I fumetti di mafalda si fanno strada tra le cose da riportare a casa; arriviamo al cimitero monumentale di recoleta, con la tomba di evita; ci godiamo gelato & tramonto al parchetto e la zona universitaria.


13 agosto siamo agli sgoccioli. Io parto il pomeriggio; Pavle e daniel stanno un altro paio di giorni. Nella mattinata, in treno verso palermo viejo (visto che le metro continuavano a scioperare; una guerra politica tra la presidenta cristina e il sindaco di buenos aires, pare) di ritnro lungo strade stile liberty, un po decadenti a volte. aereo


14 agosto arrivo a parigi in nottata


15 agosto visita parigi, musee d'orsay (pieno di italiani) e al conservatoire des arts et metiers, a vedere il pendolo di Umberto Eco. O Di foucault, come volete.

Thursday, August 23, 2012 @ 18:37 pm
swse

Una settimana in Italia, lontano dalla pioggia alla blade runner che caratterizza questa estate (?) in belgio.. occasione per una bella passeggiata ai monti sibillini, tra i fiori della piana di castelluccio e il monte vettore; pranzi qua e là con amici vicini e lontani; e passeggiate su terminillo con scoperta di orchidee rare. E l'agave che sta trasformando anche quell'altra casa mia in un angolo di mexico.
E il ritorno, prima volo lungo l'isola del giglio, poi sopra al werchter rock festival. Pronti per tornare al lavoro. quasi.

Sunday, July 8, 2012 @ 22:47 pm
swse

Qualche foto degli sporadici giorni estivi che ogni tanto fanno capolino in questa primavera lunga più del previsto... un monumentale arcobaleno (che sottintende anche un acquazzone appena prima e un altro appena dopo), pozzanghere in giro per la città, e una gitarella al castello di horst, poco più di un'ora di bicicletta tra campi boschi mucche e grano! Un ottimo pomeriggio passato insieme ad una allegra compagnia di persone tra lo squinternato, l'incomprensibile, l'incomunicabile (thankyou - imsorry)...

Thursday, June 21, 2012 @ 14:09 pm
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Se pian piano arriva l'estate, mi trovo più volentieri a passare tempo fuori, piuttosto che davanti (e non achter, come direbbero qua) a un computer.. Gite in bici, a piedi, lungo il confine immaginario tra fiandre e vallonia, due ragioni contaminate dallo stesso tempo e dalle stesse pozzanghere.. E stare a vedere gli acrobati al festival di teatro.. peccato che sia vacanza solo un paio di volte a settimana!

Sunday, June 3, 2012 @ 12:00 pm
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Un'altra settimana e il mio viaggio mensile stavolta è in direzione Germania: a Paderborn prima, cittadina piena di acqua e di pader-cose, tra cui la pader-piazza, tantissime pader-chiesa, il pader-fiume, il pader-lago, il pader-pane, e tante pader-altre. Il castello con i suoi giardini, invece, è appena fuori dal paese. Il finesettimana mi vede poi a Amburgo, e poi a Lubecca, nel cuore della lega anseatica. E della variabilità atmosferica, direi: dal sole al vento alla neve al sole, in mezza giornata. E in un centinaio di km dall'entroterra al mar Baltico.

Monday, April 9, 2012 @ 19:12 pm
swse

Un sabato in giro con NBH, una bella passeggiata tra Belgio e Olanda, tra campi verdi sterminati - e un cielo per lo più grigio. Si pare dalla stazione abbandonata di Hombourg, piena di treni dismessi, e attraverso campi, delimitati da siepi e da passaggi con cancelletti per i passeggiatori (gassen), abbiamo scavallato le colline verso l'Olanda. Lungo il percorso, le rocce più antiche d'Olanda, il fiume più ripido d'Olanda, i campi più puzzolenti e sporchi...soprattutto appena dopo che i trattori avevano sparso generosamente letame.

Sunday, March 4, 2012 @ 16:00 pm
swse

Sembra ufficiale ormai, la neve è passata e probabilmente anche l'inverno. Colgo l'occasione per condividere le foto dei momenti migliori passati sotto la neve nelle ultime settimane, tra i monti sabini e leuven.

Wednesday, February 29, 2012 @ 22:08 pm
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Il diario di 10 giorni in America: Arriviamo a Washington D.C. qualche giorno prima della conferenza, per vedere un po' com'è l'America sull'altra sponda dell'oceano. Washington è una città monumento e uffici; gli abitanti più interessanti sono i protestatori di Occupy accampati in un paio di piazze. Ah, c'è anche Obama tra gli abitanti di Washington, in una casa bianca quasi irraggiungibile. Una giornata la passiamo tra i musei e i mausolei. Poi la conferenza prende tutto il tempo possibile, salvo un pomeriggio in cui il tempo troppo bello m'ha costretto a un picnic all'ombra dell'obelisco di washington.

Poi da lì diretti a new york con l'autobus dei cinesi, con la wireless dentro e che costa un decimo del treno.. New York davvero non dorme mai. I negozi aperti fino a mezzanotte, frotte di persone che gironzolano a qualunque ora, palazzi in costruzione, metropolitane che sferragliano. Spendo tempo al gigantesco metropolitan museum, al guggenheim (semichiuso), a fare un po' di shopping in giro, a vedere e cercare di capire la città. Il che include una passeggiata sul ponte di brooklyn, passeggiata o jogging a central park, la statua della libertà (ma solo dalla riva dell'hudson, piccola in mezzo al fiume), e il bosco di grattacieli tutto attorno. Ultimo giorno, provato a vedere il MoMA, lavorato qualche ora, volato e diretti a lavoro!

Sunday, February 5, 2012 @ 23:35 pm
swse

Ho aggiunto links espliciti a Pianeti e Timelapses nella sezione Creazioni! Così sono più facili da trovare, piuttosto che cercare nel marasma di tutte le circa 1200 foto ora disponibili! D'ora in avanti aggionerò anche le relative cartelle, ogni volta che un pianetino o un timelapse merita di essere condiviso! Buona visione!

Friday, January 13, 2012 @ 22:00 pm
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Un finesettimana di tempo freddo ma bello pulito e con la luce tersa, un'occasione unica per vedere le ardenne come 60 anni prima, in piena offensiva tra americani e tedeschi, a bastogne e dintorni. Con centinaia di figuranti appassionati patiti con campi, radio, jeeps, camion, cingolati d'epoca.. E accumulare una più che discreta distanza tra colline e boschi di conifere insieme a un gruppo agguerrito e piuttosto nutrito di camminatori! Valeva decisamente l'alzataccia!

Sunday, December 11, 2011 @ 13:54 pm
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Attraverso ore di file, panini, galletti, mele, cioccolate, guardie del corpo belle agguerrite, migliaia di persone, polizia s servizio d'ordine, un prof emerito quarantenne e filigrane sui braccialetti, ma alla fine la lezione del prof. dr. etc etc Stephen Hawking siamo riusciti a vederla, e a sentire quello che diceva sull'origine dell'universo. Qua come lo vedevo io, e tutto l'intervento, sul sito del giornale dell'università.

Wednesday, October 26, 2011 @ 21:36 pm
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Giorni d'estate tardiva, di belle giornate di giorno e freddo e umidità la notte.. di raffreddore.. e di energia! e di ispirazione per un altro timelapse della campagna belga, lungo la dijle. Gli scossoni alla macchinetta sono il contributo della mucca!

Sunday, October 2, 2011 @ 23:36 pm
swse

Dopo un paio di settimane, il diario e foto della cavalcata nel cuore dell'europa. La scusa è una conferenza a saarbrucken (dove ero già passato un paio di anni fa), via belgio lussemburgo e germania. Lì vedo le impressionanti acciaierie dismesse di volklingen, ora patrimonio dell'umanità. E il viaggio al cuore dell'europa continua verso strasburgo, con le casette a colombaio nel quartiere di petite france sotto una pioggerellina che faceva pendant al fiume Ill che lì scorre, e Colmar, che è anche meglio, nel quartiere di petite venise con annessa sagra di flammkuchen o tarte fambee. E di ritorno, dalla bolla che ingloba la stazione di strasburgo, fino in germania, e di nuovo fino a lussemburgo, e di nuovo fino in belgio.

Wednesday, September 21, 2011 @ 21:10 pm
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